Binari che raccontano una storia
La rete ferroviaria dello Sri Lanka nasce nel XIX secolo, quando gli inglesi avevano bisogno di collegare le piantagioni dell’altopiano centrale ai porti della costa. Ancora oggi quei binari seguono lo stesso tracciato, attraversando vallate, ponti in pietra e gallerie scavate nella roccia.
Salire su uno di questi treni significa fare un salto indietro nel tempo: carrozze semplici, porte spesso aperte, venditori ambulanti che salgono e scendono alle fermate. Non c’è fretta, e nessuno sembra averne davvero. È un viaggio che si assapora guardando fuori dal finestrino, lasciando che il paesaggio faccia il resto.
Da Kandy verso l’altopiano centrale
Una delle tratte più conosciute parte da Kandy, antica capitale reale e importante centro culturale del paese. Da qui il treno inizia a salire lentamente, abbandonando le zone pianeggianti per inoltrarsi nell’altopiano.
Il panorama cambia in modo graduale: le risaie lasciano spazio alle colline, i villaggi diventano più piccoli e le piantagioni di tè iniziano a disegnare geometrie ordinate sui pendii. È lungo questo percorso che si comprende quanto il tè sia parte integrante dell’identità dello Sri Lanka, non solo come prodotto, ma come elemento del paesaggio e della vita quotidiana.
Nuwara Eliya e le colline del tè
Proseguendo verso Nuwara Eliya, spesso chiamata “la piccola Inghilterra”, il clima si fa più fresco e l’atmosfera cambia ancora. Le stazioni ferroviarie sembrano uscite da un’altra epoca, con edifici bassi, giardini curati e orologi che scandiscono il tempo con una lentezza quasi rassicurante.
Qui il treno attraversa alcune delle aree più iconiche dell’isola: distese di tè a perdita d’occhio, donne al lavoro tra i filari, sentieri che si arrampicano sulle colline. È un paesaggio che invita a rallentare, a osservare i dettagli, a fermarsi magari qualche giorno per esplorare i dintorni a piedi.
Il viaggio come parte dell’esperienza
In Sri Lanka il tragitto conta quanto la destinazione. Le rotte ferroviarie panoramiche non sono pensate per “vedere tutto”, ma per vivere il passaggio, per cogliere il legame profondo tra natura, storia e quotidianità. Sedersi accanto a un finestrino aperto, scambiare due parole con un compagno di viaggio, guardare il cielo che cambia colore sopra le colline: sono questi i momenti che restano impressi più di qualsiasi fotografia. Ed è proprio lungo questi binari che lo Sri Lanka si lascia scoprire, lentamente, senza bisogno di accelerare.


